Le domande che mi fanno più spesso docenti, educatori e genitori: sulle attività, su come parlare di intelligenza artificiale e smartphone con i ragazzi, e su come usarle con un gruppo.
Come si può parlare di intelligenza artificiale con i ragazzi a scuola?
Più che spiegarla, conviene farla sperimentare. Con l’attività gratuita Chi scrive? i ragazzi vivono una lite con un’amica: prima in chat, dove un’IA suggerisce risposte perfette, poi dal vivo, dove quell’aiuto non c’è più. Il confronto finale in gruppo fa emergere da sé la differenza tra trovare le parole giuste e trovare le proprie. Dura circa 20 minuti di gioco più 30-40 di discussione, ed è pensata per ragazzi dai 12 ai 19 anni.
Esistono attività gratuite sull'uso consapevole dello smartphone per adolescenti?
La vita non è una side quest si gioca dal telefono: si vive una giornata dentro un’app che trasforma tutto in punti, serie e classifiche, mentre ai bordi dello schermo la vita continua. Alla fine l’app stessa svela i meccanismi che ha usato. È gratuita, dura circa 20 minuti e non salva nessun dato.
Cos'è la gamification e perché parlarne con i ragazzi?
La gamification è l’uso di elementi da videogioco, come punti, serie, livelli, classifiche e premi a sorpresa, fuori dai giochi: nelle app, nello studio, nel lavoro. A volte aiuta, per esempio a costruire un’abitudine; altre volte serve soprattutto a tenerci dentro un’app. Parlarne aiuta i ragazzi a riconoscere questi meccanismi e a chiedersi cosa resta importante anche quando non dà punti. Ne scrivo nell’articolo La vita non è una side quest.
Come insegnare ai ragazzi a gestire i soldi?
Partendo dalle loro scelte, non da una lezione. Ne varrà la pena? è un gioco su una mappa del quartiere: paghetta, uscite, offerte a tempo, un obiettivo per cui risparmiare. Alla fine un riepilogo mette in fila le scelte fatte, da rileggere con un adulto. È pensato per ragazzi dagli 11 ai 18 anni, anche con disturbi dell’apprendimento: ha la lettura ad alta voce e il testo ingrandibile.
C'è un'attività sulla gamification anche per genitori, educatori e insegnanti?
Sì: La vita non è una side quest ha una versione per adulti, in cui si sceglie se viverla da genitore, da educatore o da insegnante. Oltre alle app, chiede di guardare anche i sistemi a punti, le tabelle con gli adesivi e le classifiche che gli adulti usano con bambini e ragazzi. Si può usare in un incontro con i genitori o in una riunione d’équipe.
Queste attività raccolgono dati sui ragazzi?
No. Le attività non chiedono nomi né email ai ragazzi e non inviano nulla al sito. Le scelte restano sul dispositivo usato. Solo per i moduli riservati di Ne varrà la pena? un adulto richiede una chiave di accesso gratuita, lasciando la propria email.
Le attività si possono usare liberamente in classe o in un servizio?
Sì, gratuitamente, citando la fonte. Per ogni attività c’è una guida per chi conduce, con istruzioni, domande per il confronto e attenzioni. Per i quattro moduli di Ne varrà la pena? serve una chiave di accesso, anche quella gratuita, che si richiede dalla pagina dell’attività.
Chi è Lorenzo Pollo?
Sono un educatore professionale. Ho studiato Educazione Professionale all’Università di Torino, con una tesi su intelligenza artificiale, educazione e rischi del digitale per gli adolescenti. Ho lavorato due anni in una comunità per minori e ho fatto esperienza nell’educativa di strada, nell’educativa territoriale e nell’accoglienza. Progetto attività educative gratuite su relazioni e digitale. Il mio percorso è nella pagina Percorso.
Come si può proporre una collaborazione o provare un'attività con il proprio gruppo?
Scrivimi a Lorenzo@LorenzoPollo.it. Mi interessa sperimentare le attività con scuole, servizi e gruppi tra Torino e la provincia di Cuneo, e confrontarmi con educatori e professionisti su ragazzi, relazioni e tecnologia.
Non trovi la tua domanda? Scrivimi a Lorenzo@LorenzoPollo.it.