utilizzabile 12-19 anni
Una lite con un'amica, prima in chat e poi dal vivo. In chat un'IA suggerisce cosa scrivere; a scuola, faccia a faccia, quell'aiuto non c'è più. Un'attività per chiedersi di chi sono, davvero, le parole che usiamo.
Una lite con un’amica, prima in chat e poi dal vivo. In chat c’è un’IA che suggerisce cosa scrivere; a scuola, faccia a faccia, quell’aiuto non c’è più.
Una simulazione di conversazioni difficili. Chi gioca vive una lite con un’amica, Marta, prima in chat e poi dal vivo, a scuola.
In chat c’è sempre a portata di mano un’intelligenza artificiale che suggerisce cosa scrivere: risposte perfette, a volte troppo. Poi la scena si sposta nel corridoio e davanti alla classe, e quell’aiuto non c’è più: bisogna trovare le parole da soli, con poco tempo.
Alla fine ognuno vede com’è andata, e il gruppo si confronta su quello che nessuna risposta preconfezionata può dare.
Per chi: ragazzi dai 14 ai 19 anni, in classe o in gruppi educativi. Anche per formazioni con educatori e docenti.
Durata: circa 20 minuti di gioco, più 30-40 minuti di confronto.
Serve: un computer con proiettore, oppure un telefono o tablet per ciascuno. Qualche foglietto e una penna.
Costo: gratuito.
Dati: il gioco non salva e non invia nulla.
Obiettivi
- Riconoscere quanto e quando deleghiamo le relazioni a uno strumento.
- Stare nell’incertezza: il messaggio visualizzato senza risposta, il silenzio dell’altro.
- Allenare la capacità di parlare con parole proprie, anche sotto pressione.
- Sperimentare il valore del confronto con il gruppo rispetto alla risposta “giusta” suggerita da fuori.
Come si svolge
- Prima di iniziare: quattro domande rapide su come ci si comporta quando una relazione si complica.
- In chat: cinque momenti con Marta e con il gruppo della classe. A ogni passaggio si può scegliere una risposta, scriverne una propria o chiedere all’IA.
- Dal vivo, da solo con Marta: tre scambi nel corridoio. Niente risposte già scritte e niente IA: si scrive quello che si direbbe davvero.
- Dal vivo, davanti alla classe: un compagno rilancia la presa in giro. Rispondere o restare in silenzio?
- Com’è andata: un riepilogo personale e le domande per il confronto in gruppo.
Come usarla
- In classe, proiettata: la classe decide insieme a ogni scelta della chat. Nella parte dal vivo ognuno scrive la propria risposta su un foglietto anonimo; i foglietti, letti ad alta voce, diventano il materiale della discussione.
- Ognuno dal proprio telefono: ciascuno gioca per conto suo, poi ci si confronta a piccoli gruppi e infine tutti insieme.
- In un gruppo educativo o in formazione: con educatori e docenti, per riflettere su come i ragazzi vivono i conflitti online e su come accompagnarli.
Domande per il confronto
- Le risposte dell’IA erano scritte bene. Perché a Marta non sono bastate?
- Dove è stato più difficile trovare le parole: in chat, da soli con Marta o davanti alla classe?
- Chi ha risposto diversamente da te? Cosa l’ha fatto decidere?
- Se foste stati nel corridoio insieme, cosa avreste detto a Marta? Scrivetelo in gruppo.
Qualche attenzione
- L’attività tocca temi come l’esclusione e la presa in giro. Se in classe c’è una situazione reale di questo tipo, valuta prima con i docenti se e come proporla.
- Non è uno strumento clinico né di valutazione dei singoli: serve ad aprire una riflessione di gruppo.
- Nel confronto, nessuno deve sentirsi obbligato a leggere ad alta voce le proprie risposte.
Prova l’attività
Uso libero
Puoi usare l’attività gratuitamente con i tuoi ragazzi, in classe o nel tuo servizio, citando la fonte. Mi farebbe piacere sapere com’è andata: le vostre osservazioni mi aiutano a migliorarla.